Papa Francesco rientrato a Santa Marta dopo 39 giorni di ricovero

Dimissioni domenica 23 marzo 2025. Durante la degenza al Policlinico Gemelli un unico abbraccio orante ha coinvolto comunità e parrocchie in tutta la Diocesi

Papa Francesco è stato dimesso dal Policlinico Gemelli domenica 23 marzo 2025, dopo il ricovero di 39 giorni a motivo della polmonite bilaterale polimicrobica che lo ha colpito nei mesi scorsi, e dopo una catena ininterrotta di preghiera nei cinque continenti. Il Pontefice è tornato a Santa Marta dove lo attendono una lunga convalescenza di almeno due mesi e il prosieguo delle terapie e fisioterapie motoria e respiratoria. Le stesse a cui si è sottoposto in questi giorni.

Il card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, appena appreso delle dimissioni, ha dichiarato: «La notizia ci riempie di gioia. In queste settimane lo abbiamo accompagnato con la preghiera e continueremo a sostenerlo così come è accaduto nei dodici anni di Pontificato. Durante questa lunga degenza, ci ha mostrato “la benedizione che si nasconde dentro la fragilità, perché proprio in questi momenti impariamo ancora di più a confidare nel Signore” (Angelus, 2 marzo). Dalla cattedra dell’ospedale, ci ha ricordato quanto è necessario il “‘miracolo della tenerezza’”, che accompagna chi è nella prova “portando un po’ di luce nella notte del dolore” (Angelus, 9 marzo). Ora, insieme a lui, diamo “lode al Signore, che mai ci abbandona e che nei momenti di dolore ci mette accanto persone che riflettono un raggio del suo amore” (Angelus, 16 marzo), assicurandogli la vicinanza e la preghiera delle nostre comunità».

CATENA DI PREGHIERA DURANTE LA DEGENZA

Le Chiese di Torino e Susa stanno «pregando per la salute del Papa insieme ai cristiani di tutto il mondo e con sentimento di grande affetto, credo condiviso da tutti gli uomini del pianeta», aveva dichiarato il card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, domenica 23 febbraio 2025, a margine della Messa in Cattedrale a Torino. «Francesco ha dato voce alla bellezza del Vangelo, ha portato il messaggio della Misericordia e oggi il mondo ne ha tanto bisogno, gli vuole bene per questo, riconosce nel Papa un riferimento fondamentale negli equilibri internazionali. Giunge a Papa Francesco da Torino e dal Piemonte, la terra della sua famiglia, il più grande sostegno in queste ore di prova».

Domenica 23 febbraio, alle 20, nella chiesa di San Domenico a Bologna, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, ha guidato il Santo Rosario per la salute di Papa Francesco. «La Parola di Dio e la preghiera raccoglieranno ed esprimeranno tutte le nostre parole, con pienezza», aveva detto il card. Zuppi all’inizio della preghiera, «e ci aiuteranno a sentirci in comunione tra noi, con il Santo Padre e con le Chiese in Italia che si ritroveranno, nei prossimi giorni, nella dolce compagnia di Maria per intercedere per la salute del Papa. In tanti, nell’amicizia, hanno affidato a noi la preghiera. Sono giunti numerosi attestati di riconoscenza e stima che presentiamo al Signore perché renda forte nella fede Papa Francesco e gli doni la guarigione così che possa tonare al suo servizio per la Chiesa e per il mondo intero. Farà piacere al Papa il fatto che, insieme a lui, ricordiamo tutti gli ammalati, anche quelli dimenticati: le persone sole, quanti vivono la malattia segnati dalla violenza e dalla guerra. Gesù, nostra speranza certa, ascolti la nostra preghiera: spes non confundit, la speranza non delude».

Quello del 23 febbraio è stato dunque il primo appuntamento che ha coinvolto da lunedì 24 febbraio tutte le Chiese in Italia unite, insieme, in un unico abbraccio orante. L’Ufficio Liturgico nazionale aveva predisposto due schemi di preghiera, per la recita del S. Rosario e per l’Adorazione eucaristica (IN ALLEGATO), che potevano essere opportunamente adattati nei modi e nei tempi.

Già giovedì 20 febbraio la Presidenza della CEI aveva invitato le comunità ecclesiali a pregare per papa Francesco, ricoverato da venerdì 14 febbraio al Policlinico Gemelli. L’Ufficio Liturgico nazionale aveva preparato alcune intenzioni di preghiera da inserire nelle celebrazioni eucaristiche e nella Liturgia delle Ore. Le Chiese in Italia invocano il Signore affinché «Papa Francesco, con l’aiuto della sua misericordia, trovi sollievo nella sua sofferenza», sperimentando «la solidale vicinanza della comunità cristiana», e perché «ristabilito in salute, continui la sua missione a servizio della Chiesa».

Numerose le parrocchie e le comunità della Diocesi di Torino che hanno avviato iniziative di preghiera per il Pontefice.

IN ALLEGATO i tre sussidi «Per la salute del Papa» predisposti dall’Ufficio Liturgico nazionale.

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